Consapevolezza e stile. La moda può andare a braccetto con la sostenibilità?Ma cosa significa davvero essere sostenibili?

Quando si ci avvicina a queste tematiche tante le informazioni si raccolgono tanti i dubbi sorgono. Si legge che la moda è la seconda industria più inquinante a livello globale. Si legge che dietro la sua catena produttiva si cela un lato oscuro e che il suo controllo e la trasparenza sono difficili a fronte della sua frammentazione e delocalizzazione in paesi terzi. Per non parlare dei dati legati all’inquinamento ambientale legati alle sue produzioni e delle descrizioni delle condizioni alle quali sono soggetti lavoratori.

E di fronte a tutto questo, che cosa bisognerebbe fare? Non acquistare più? Bandire le grandi catene del fast fashion? Riusare, riciclare? Comprare capi ecologici certificati?

La tematica della moda sostenibile è davvero ampia. Tante sfumature, tante implicazioni. Una sola certezza. Anche un passo del singolo può fare la differenza. 

Quindi per mettere in atto un cambiamento è il primo passo che conta. Si può partire da una semplice concetto. Ovvero, meno ma meglio. Iniziare a comprare semplicemente meno. E di seguito trasformarsi in consumatori più consapevoli valorizzando il negozio che si trova nel guardaroba di ciascuno di noi e selezionando mercatini vintage, brand di moda a Km0, dove è il fatto a mano è il vero trend, e cercarcando brand ecologici che rispecchino il nostro stile.

Ma se ci si trova in uno dei tanti templi del fast fashion, come bisogna comportarsi?

In tutti i casi, la linea guida che può aiutare, è quella introspettiva, ovvero farsi delle domande.

Sono 3 i quesiti che possono prevenire l’acquisto compulsivo, spesso insoddisfacente:

  1. Questione di abbinamenti – il capo in questione si abbina con almeno metà del nostro guardaroba?
  2. Questione di gustoè qualcosa che segue i trend del momento o è un abito senza tempo che mi piace talmente tanto da vedersi nel futuro con il medesimo indosso?
  3. Questione di qualità posso lavare più di 20 volte il capo e il suo aspetto rimarrà invariato?

Se le risposte a tutte queste domande sono affermative, significa che l’acquisto non è compulsivo. Ma se qualche dubbio persiste, per i più coraggiosi, si può passare al livello successivo consistente in una sfida. Ovvero lasciare il negozio senza il capo e se dopo 24 ore penseremo ancora a lui potremmo ritornare su i nostri passi. 

Investire tempo e ragionamento nella selezione dei nostri abiti, fa bene al nostro stile, al pianeta, alle persone e alla nostra anima, con maggiore consapevolezza e relax scegliere quello che davvero esprime la sua voce.

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