Presentato a Roma il marchio di filiera Agritessuti da Donne in Campo,  l’associazione femminile di imprenditrici e donne dell’agricoltura.

Vestiti sostenibili realizzati con tessuti naturali e tinture green creati con prodotti e scarti agricoli? Questo il progetto che è stato lanciato ieri a Roma durante l’evento “Paesaggi da indossare – Le Donne in Campo coltivano la moda”, presentato dall’associazione femminile di Cia-Agricoltori Italiani che a visto la presentazione del marchio registrato di filiera Agritessuti. Abiti realizzati in stoffe bio, colorate con ortaggi, frutta, radici, foglie e fiori hanno sfilato in passerella.

Una moda che unisce agricoltura e ambiente. Un obiettivo futuro che fa pensare a buone prospettive per un futuro più sostenibile della moda. Secondo le stime Cia, la produzione di lino, canapa, gelso da seta, oggi coinvolge circa 2.000 aziende agricole in Italia, per un fatturato di quasi 30 milioni di euro con le attività connesse.

Se la filiera degli Agritessuti venisse incoraggiata – osservano le Donne in Campo – questa cifra potrebbe triplicare già nel prossimo triennio. Per esempio, coinvolgendo nell’immediato le 3.000 imprese produttrici di piante officinali, alcune anche tintorie, come lavanda e camomilla, allargandone il campo e associando la tintura dagli scarti dell’agricoltura come le foglie dei carciofi, le scorze del melograno, le bucce della cipolla, i residui di potatura di olivi e ciliegi, i ricci del castagno.

Fonte: https://www.adnkronos.com/sostenibilita/risorse/2019/09/24/moda-green-filiera-agritessuti-vale-gia-mln_PPQ4Sj7nKraqDJG4J7eUuM.html?refresh_ce

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